University of Malta
 

Workshop 4
UOM Main Page
 
 
 
Newspoint
Campus Map button

Workshop 4

Le frasi difficili: metodologie per una misurazione precisa della complessità degli enunciati


Soci proponenti

Cristiano Chesi

Valentina Bianchi

Andrea Moro


PROPOSTE DI CONTRIBUTI / CALL FOR PAPERS


Quantificare la difficoltà di un enunciato è fondamentale in numerosi contesti: 

1. lo sviluppo tipico del linguaggio di un bambino può essere valutato osservando precise fasi attraverso cui la complessità dell’eloquio aumenta gradualmente (Adani et al. 2010, Belletti & Guasti 2015, Guasti 2004); 

2. lo sviluppo atipico, al contrario, si distingue per fasi temporalmente dilatate e  per il mancato utilizzo di precise costruzioni in cui la complessità delle relazioni grammaticali in gioco supera le risorse a disposizione del parlante (si consideri ad esempio la problematicità dei clitici nei bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio, DSL,  Jakubowicz et al. 1998);

3. il livello di gravità di un caso di agrammatismo è proporzionale alla difficoltà che il paziente incontra nel produrre o comprendere strutture più o meno articolate (ad esempio la costruzione di domande e di strutture relative ecc. Grillo 2008, 2009, Friedmann 2008, Grodzinsky 1989).

4. I livelli di padronanza di una seconda lingua sono valutati sulla base di criteri quali la “comprensione delle idee principali di testi complessi” (Common European Framework of Reference for Languages - CEFR)

Se da un lato quindi è evidente che il concetto di complessità sia d’uso comune in vari contesti di studio linguistico, una misurazione precisa della difficoltà degli enunciati è tuttora discussa e non vi è ancora un consenso generale sull’uso di varie possibili metriche: 

a) “complesso” è semplicemente ciò che è meno frequente (Tomasello 2003) e meno familiare (Mak et al. 2002)? 

b) Si deve tener conto di quel che si sa del processo psico-neurologico che dalla percezione dei suoni porta all’analisi di una frase (Chesi & Moro 2013)?

c) Ci sono precisi fattori morfo-sintattici che permettono di esprimere la complessità di un enunciato in modo preciso (Friedmann et al. 2009, Rizzi 1990)?

d) L’analisi composizionale del significato (Bianchi & Chesi 2014, Bianchi 2012) ci permette di valutare quanto sarà difficile interpretare un’espressione?

Questo workshop mira a fare chiarezza sull’utilità reale delle varie possibili misurazioni, comparando approcci diversi in vari domini, quali l’acquisizione della prima e della seconda lingua e i contesti di produzione patologiche (afasie, DSL, sordità ecc.).


Riferimenti Bibliografici

Adani, F., van der Lely, H. K., Forgiarini, M., & Guasti, M. T. (2010). Grammatical feature dissimilarities make relative clauses easier: A comprehension study with Italian children. Lingua120(9), 2148-2166.

Belletti, A. & Guasti, M. T. (2015) The acquisition of Italian. Different topics in different modes of acquisition. John Benjiamin.

Bianchi & Chesi (2014) Subject islands, reconstruction, and the flow of the computation. Linguistic Inquiry. 45(4): 525–569

Bianchi, V. (2012) Semantica: un'introduzione. Carocci

Chesi C. (2012) Competence and Computation Toward a Processing Friendly Minimalist Grammar. UNIPRESS, Padova.

Chesi C. (2015) On directionality of phrase structure building. Journal of Psycholinguistic Research. 44(1):1-50

Chesi C., A. Moro (2013) Computational complexity in the brain. In Frederick J. Newmeyer and Laurel B. Preston (eds.), Measuring Linguistic Complexity. Oxford: Oxford University Press

Friedmann, N. (2008). Traceless relatives: Agrammatic comprehension of relative clauses with resumptive pronouns. Journal of Neurolinguistics21(2), 138-149.

Friedmann, N., Belletti, A., & Rizzi, L. (2009). Relativized relatives: Types of intervention in the acquisition of A-bar dependencies. Lingua119(1), 67-88.

Grillo, N. (2008). Generalized minimality: Syntactic underspecification in Broca’s aphasia. LOT.

Grillo, N. (2009). Generalized Minimality: Feature impoverishment and comprehension deficits in agrammatism. Lingua, 119(10), 1426-1443.

Grodzinsky, Y. "Agrammatic comprehension of relative clauses." Brain and Language 37.3 (1989): 480-499.

Guasti, M. T. (2004). Language acquisition: The growth of grammar. MIT Press.

Jakubowicz, C., Nash, L., Rigaut, C., & Gerard, C. L. (1998). Determiners and clitic pronouns in French-speaking children with SLI. Language Acquisition7(2-4), 113-160.

Mak, W. M., Vonk, W., & Schriefers, H. (2002). The influence of animacy on relative clause processing. Journal of Memory and Language47(1), 50-68. 

Tomasello, M. (2003). Constructing a language: A usage-based theory of language acquisition. Harvard University Press.


Relatori invitati

Nino Grillo (Università di Stoccarda)

Flavia Adani (Università di Potsdam)


Comitato Scientifico per la selezione delle proposte di intervento

Valentina Bambini

Adriana Belletti

Valentina Bianchi

Chiara Branchini

Anna Cardinaletti

Cristiano Chesi

Guglielmo Cinque

Maria Teresa Guasti

Andrea Moro

Luigi Rizzi

Francesca Volpato


Invio delle proposte, tempi e modi per la selezione

Le proposte di contributo, da 2 a 3 cartelle (4.000-6.000 caratteri), dovranno pervenire entro il 20 febbraio 2015 all’indirizzo: cristiano.chesi@iusspavia.it

Calendar
Notices
 
 
Last Updated: 9 December 2014

Log In back to UoM Homepage