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  <title>OAR@UM Collection:</title>
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  <updated>2026-04-11T14:18:49Z</updated>
  <dc:date>2026-04-11T14:18:49Z</dc:date>
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    <title>Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, un romanzo educativo su un burattino in carne ed ossa</title>
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    <updated>2020-04-20T09:09:45Z</updated>
    <published>2019-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, un romanzo educativo su un burattino in carne ed ossa
Abstract: L'obiettivo di questa tesi è di analizzare il romanzo Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, un classico nella letteratura italiana. Mi focalizzerò sugli aspetti educativi che il personaggio di Pinocchio trasmette nel libro. L'intento è di discutere la figura di Pinocchio, che da un burattino di legna prende vita e rappresenta l'essere umano. Analizzerò Pinocchio come un personaggio che riflette la società, in modo particolare i giovani perché tratta il tema dello sviluppo. Ci sarà una riflessione sulla trama per far emergere il percorso di formazione che Pinocchio attraversa nella sua vita. Il risultato sarà di mettere in risalto gli aspetti simbolici e metaforici del testo specialmente nei vari personaggi e la trama secondo varie prospettive. Renderò evidente che Le avventure di Pinocchio è un’opera piena di significati importanti sin dall’inizio dove Collodi presenta Pinocchio come “un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.” Analizzerò il romanzo in modo sociale, psicologico, religioso, politiche e altre interpretazioni varie.
Description: B.A.(HONS)ITALIAN</summary>
    <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>La fusione del ciclo carolingio con il ciclo bretone, riflessa nel poema cavalleresco Orlando furioso di Ludovico Ariosto</title>
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    <updated>2020-04-20T09:19:42Z</updated>
    <published>2019-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: La fusione del ciclo carolingio con il ciclo bretone, riflessa nel poema cavalleresco Orlando furioso di Ludovico Ariosto
Abstract: La ragione per la quale ho scelto di trattare questo argomento nella mia tesi di laurea è perché mi affascina la possibilità di osservare ed analizzare un’opera letteraria da un angolo diverso dal solito; in questo caso mi concentrerò sulla struttura dell’opera. Ci si possono trovare varie ricerche e diversi studi che riguardano un’opera, ma sono meno quegli studi che si concentrano sulla sua struttura. La struttura dell’Orlando furioso è molto complessa perché ha le sue radici in due cicli diversi, il ciclo carolingio e il ciclo bretone. Nella mia ricerca intendo focalizzarmi sia su questi due cicli sia sull’impronta che questi lasciano sull’opera letteraria in questione. &#xD;
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Un autore che si concentra proprio sulla struttura di quest’opera è Sergio Zatti, in uno dei suoi libri più noti, Il «Furioso» fra epos e romanzo (1990). Intendo seguire le orme di Zatti e andare oltre, comparando le sue ricerche con quelle di altri autori che hanno anche loro studiato questo argomento. La fusione del ciclo carolingio con il ciclo bretone nell’opera di Ludovico Ariosto ha creato diverse perplessità fra i lettori del suo tempo poiché, come sostiene Zatti, la composizione finale nel poema cavalleresco è tutt’altro che pacifica. Perciò, oltre a spiegare le origini dei due cicli, intendo concentrarmi sul modo in cui questi cicli sono fusi in una sola opera e sul cambiamento che subisce l’opera a causa di questa fusione.
Description: B.A.(HONS)ITALIAN</summary>
    <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>"Ero chiusa io stessa in quel nero seme del vivere, e perciò tramite la nevrosi ‘gridavo’" : elementi perturbanti nella narrativa di Anna Maria Ortese</title>
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    <updated>2020-04-20T09:13:18Z</updated>
    <published>2019-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: "Ero chiusa io stessa in quel nero seme del vivere, e perciò tramite la nevrosi ‘gridavo’" : elementi perturbanti nella narrativa di Anna Maria Ortese
Abstract: Nella mia ricerca mi concentrerò sulla rappresentazione del “perturbante” nei racconti di Anna Maria Ortese. Per prima cosa, ritengo essenziale introdurre e dare un breve accenno sul genere totalizzante del fantastico, da quale spunta Il Perturbante di Sigmund Freud.  Approfondirò la definizione della psicoanalisi come movimento che viene proposto e analizzato da Sigmund Freud, considerato il padre della psicoanalisi.  Voglio analizzare le sfumature del “perturbante”, sia come letteratura di genere del fantastico e sia come movimento filiale della psicoanalisi.    &#xD;
Il perturbante viene definito da Sigmund Freud come “qualcosa di familiare che si nasconde in casa”. Secondo un’osservazione personale, spunta fuori un’altra cosa “di familiare che si nasconde in casa”; cioè, il sesso femminile. Infatti, da questa premessa, alcune autrici come Anna Maria Ortese, sono partite per effettuare una ricognizione critica delle scritture femminili. Così, seguendo le loro stesse orme, desiderò analizzare “il perturbante” nella luce dell’ottica femminile. Prendendo in considerazione le opere più note di Anna Maria Ortese: Il mare non bagna Napoli, L’iguana e In sonno e in vegli, voglio analizzare l’autrice come: scrittrice donna, che intreccia i suoi diversi piani di realtà entro una scrittura delicata, contrasta brutalmente con le approssimative psicologiche.   &#xD;
Inoltre, desidero pure mettere a confronto le opere di Anna Maria Ortese con altri testi ed opere, sia letterari che critici, di altre scrittrici.
Description: B.A.(HONS)ITALIAN</summary>
    <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>L’omosessualità maschile in Mine vaganti di Ferzan Özpetek e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese</title>
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    <updated>2020-07-31T11:23:27Z</updated>
    <published>2019-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: L’omosessualità maschile in Mine vaganti di Ferzan Özpetek e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese
Abstract: Il cinema è stato considerato come un catalizzatore della società sin dal suo esordio. Tramite la produzione cinematografica si può analizzare il cambiamento della rappresentazione dell’omosessualità maschile, che riflette i mutamenti sociali per quanto riguarda il giusto riconoscimento delle persone omosessuali, in una società che è stata sempre prevalentemente eteronormativa. Anche se le raffigurazioni degli uomini omosessuali nel cinema di oggi non sempre rispecchiano la realtà dato che esistono ancora delle rappresentazioni stereotipate, il modo in cui vengono mostrati i gay sulla pellicola è sempre più vicino a ciò che si può osservare nella vita quotidiana.  &#xD;
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Due film italiani contemporanei nei quali vengono rappresentati dei personaggi gay sono Mine vaganti di Ferzan Özpetek e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Anche se nel film di Özpetek vengono mostrati dei personaggi gay stereotipati in una chiave comica, il regista italo-turco presenta anche due fratelli che non hanno queste caratteristiche. Similmente, nel suo film Paolo Genovese raffigura un uomo omosessuale che è diverso dalle rappresentazioni ideali del maschio gay ipersessualizzato.
Description: B.A.(HONS)ITALIAN</summary>
    <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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