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  <title>OAR@UM Collection:</title>
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  <updated>2026-04-27T04:11:44Z</updated>
  <dc:date>2026-04-27T04:11:44Z</dc:date>
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    <title>Contatti e affinitá tra James Joyce e Luigi Pirandello</title>
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    <updated>2022-08-31T09:31:18Z</updated>
    <published>2010-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Contatti e affinitá tra James Joyce e Luigi Pirandello
Abstract: Una domanda assillante che mi sono sempre posto in questa ricerca e simile a quella&#xD;
che Jacques Denida si chiede nell'incipit del suo saggio Psyche: Inventions of the Other:&#xD;
"What else am I going to be able to invent?" Quali novita puo portare alla luce una nuova&#xD;
indagine su Joyce e su Pirandello? In questi ultimi settanta anni Joyce e Pirandello sono stati&#xD;
studiati in maniera approfondita ma separatamente da numerosi critici autorevoli. Pochissimi&#xD;
pero si sono occupati dei contatti critici e delle affinita tematiche che accomunano questi due&#xD;
autori perche gli interventi de! genere si sono limitati ad avvicinarli occasionalmente in un&#xD;
marginale elenco degli autori piu rappresentativi del modemismo. L'ispirazione di questa&#xD;
ricerca e nata dal commento perspicace dell'illustre biografo di Joyce, Richard Ellmann, il&#xD;
quale si era accorto che "Yeats treated Joyce, along with Eliot, Pound and Pirandello, as&#xD;
examples of the disintegration of the unified consciousness of earlier artists." (JJ:596) Lamia&#xD;
tesi sostiene che l'avvicinare Joyce a Pirandello offre un proficuo rapporto di analogie che&#xD;
illuminano considerevolmente la prospettiva della "disintegration of the unified consciousness&#xD;
of earlier artists" a cui alludevano sia W.B. Yeats sia Ellmann. Per illustrare questo fenomeno&#xD;
di 'disintegrazione' propongo di analizzare la varieta dei rappo1ii che si instaurano nei&#xD;
meccanismi e nei temi analoghi con cui Joyce e Pirandello trasformano i generi de! romanzo e&#xD;
del teatro nel modemismo. Bisogna specificare che questa ricerca non intende dare nuove&#xD;
chiavi di lettura per ridefinire l'intero fenomeno de! modemismo attraverso l'ottica di Joyce e&#xD;
di Pirandello; nonostante i ruoli centrali che essi svolgono in questa fase letteraria, tale pretesa&#xD;
sarebbe non solo azzardata per aiTivare a definire una nuova ermeneutica sul modemismo, ma&#xD;
persino incompleta siccome escluderebbe l'ambito della poesia modemista che potrebbe&#xD;
essere eloquentemente rappresentata da figure come Pound o Eliot. La validita del presente&#xD;
approccio comparatistico e basata sul fatto che un'analisi delle affinita tra Joyce e Pirandello.
Description: PH.D.ITALIAN</summary>
    <dc:date>2010-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Cultura italiana e teatro a Malta nell'Ottocento e nel Novecento</title>
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    <updated>2022-08-29T08:45:22Z</updated>
    <published>2001-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Cultura italiana e teatro a Malta nell'Ottocento e nel Novecento
Abstract: Questo lavoro intende presentare l'evoluzione dell'arte teatrale a Malta alla luce degli&#xD;
eventi paralleli con l'Italia in un contesto culturale, letterario, storico e sociale. Il&#xD;
lavoro chiarisce il nesso tra questi elementi e cio che avvenne nell'Ottocento,&#xD;
approfondendo sia il discorso sull'epoca del Romanticismo come il maggiore impatto&#xD;
sulla nascita e la fo1iuna dcl tcatro italiano, siu altre espressioni teatrali - anche in&#xD;
lingua maltese - apparse a Malta negl'ultimi due secoli.&#xD;
La tesi dimostra come la situazione all'inizio dell'Ottocento e ottimale per la crescita&#xD;
del teatro a Malta, grazie al primato che la cultura italiana godeva tra le classi colte;&#xD;
un primato intensificato ed affermato dalla presenza degli esuli, alcuni dei quali, come&#xD;
Tomaso Zauli Sajani, Lorenzo Borsini, Enrico Poerio ed altri, lasciarono influssi&#xD;
duraturi ed echi importanti, fungendo da esempio di impegno civile tramite le loro&#xD;
rappresentazioni nel teatro della Valletta. 11 lavoro dimostra come la partecipazione di&#xD;
personaggi maltesi di spicco a questa grande stagione creava un legame vitale tra&#xD;
cultura teatrale ed avvenimenti civili, il che determinava una maggiore conoscenza del&#xD;
teatro italiano a Malta, come parte integrante dello sviluppo del teatro, quello in&#xD;
italiano ed in maltese, ed una maggiore consapevolezza del ruolo dell'arte della&#xD;
rappresentazione come espressione artistica e come strumento di sensibilizzazione&#xD;
civile.&#xD;
Essenzialmente la tesi tiene in considerazione l'idea che i fatti sono accaduti nel&#xD;
secolo in cui il teatro diventa anche impegno per il raggiungimento degl ideali civili e&#xD;
democratici e che tramite il teatro gli avvenimenti legati agli esuli portarono ai maltesi&#xD;
valori nuovi. Il lavoro sottolinea il contributo di questi intellettuali alla creazione delle&#xD;
condizioni ottimali di collaborazione a livello di recitazione, composizione e messa in&#xD;
scena, tra italiani e maltesi, oltre che per il passaggio degli influssi sugli autori e sugli&#xD;
intellettuali legati al mondo del teatro e dello spettacolo maltese. La tesi dimostra&#xD;
come tutto questo fa dell'Ottocento il periodo di massima fioritura del teatro ed i suoi&#xD;
influssi italiani a Malta sono determinanti. Una scelta di testi composti nell'Ottocento&#xD;
e che testimoniano i vari aspetti, stilistici, poetici e linguistici di questi legami con la&#xD;
cultura italiana presenti nei lavori teatrali, e commentata ed analizzata.&#xD;
La maturazione dei sentimenti civili legati agli ideali di nazionalismo, patriottismo e&#xD;
impegno civile viene approfondita alla luce della crescita della vita teatrale a Malta,&#xD;
quando si hanno in primi nomi legati alla storia del teatro maltese come Luigi Rosato,&#xD;
Carmelo Camilleri, Pietro Paolo Castagna, lgnazio Padovani Ginies, Pietro Paolo&#xD;
Pellegrini, che mantengono vitali legami italiani, sia a livello di cultura sia di lingua.&#xD;
Il lavoro prende anche in considerazione il ruolo della librettistica operistica maltese&#xD;
nella diffusione del teatro italiano a Malta nelle sue varie tappe di sviluppo&#xD;
nell'Ottocento. Viene anche preso sotto esame il contesto della nascita di un&#xD;
giomalismo in italiano, che poteva dare forma concreta al discorso critico teatrale e&#xD;
culturale e l'affermarsi di una coscienza artistica nei confronti della stessa forma&#xD;
espressiva. La tesi guarda da vicino gli sviluppi sul livello civile e politico che&#xD;
vengono riallacciati alla crescita della forma teatrale in generale a Malta.&#xD;
Il panorama teatrale italo-maltese nel Novecento e presentato con i suoi radicali&#xD;
mutamenti, quando la situazione del teatro italiano a Malta continua ad evolversi. Il&#xD;
periodo dall'inizio del secolo fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale vede la&#xD;
figura di Giacinto Tua come il maggiore esponente di teatro in italiano a Malta.&#xD;
Si da anche spazio al periodo fascista, un periodo che vede la presenza di figure di&#xD;
primo piano legate al teatro, primo tra i quali Silvio d'Amico ed altri, quando ci furono&#xD;
dei tentativi di sfruttare il la cultura ed il teatro per affermare le pretese irredentistiche&#xD;
fasciste nei confronti di Malta. Viene analizzata la presenza dei numerosi intellettuali&#xD;
a Malta, attivi nei centri culturali italiani come la Scuola/Liceo Umberto Primo,&#xD;
l'Istituto di Cultura Italiana, la Casa del Fascio e le iniziative teatrali come la nascita di&#xD;
compagnie teatrali prima tra i quali la Carlo Goldoni, che lancio alcuni personaggi del&#xD;
teatro attivi a Malta anche dopo la fine delle ostilita. Un capitolo particolare e&#xD;
dedicato all'analisi di alcuni testi teatrali novecenteschi in italiano composti,&#xD;
rappresentati e pubblicati a Malta fino ad anni recenti.&#xD;
Il lavoro analizza la crescita vertiginosa della lirica italiana nell'Isola, massicciamente&#xD;
presente nei repertori del Teatro Manoel e nel Teatro Reale. Si fa vedere come questo&#xD;
servi a mantenere vivo il contatto dei maltesi con questa grande espressione culturale&#xD;
e a dare vita alla nascita della lirica maltese, sempre ricca di elementi italiani e&#xD;
collegata alla tradizione esistente gia nel Seicento e nel Settecento.&#xD;
La tesi sviluppa il discorso del teatro nel dopoguerra e gli influssi di importanti&#xD;
drammaturghi italiani sugli autori maltesi: Gli influssi pirandelliani, l'effetto del&#xD;
verismo sul teatro maltese oltre l'ininterrotta tradizione di comporre libretti in italiano&#xD;
da parte di figure come Ramiro Barbaro di San Giorgio, Vincenzo Maria Pellegrini e&#xD;
Peter Serracino Inglott, che fanno di questo periodo un'importante fase dell'evolversi&#xD;
del teatro italiano a Malta in questo secolo, inquadrando questi lavori nel contesto&#xD;
generale della librettistica contemporanea [...]
Description: PH.D.ITALIAN</summary>
    <dc:date>2001-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>'influsso italiano nella drammaturgia maltese dell'eta barocca, visto attraverso il teatro di Carlo Magri</title>
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    <updated>2022-08-25T09:07:05Z</updated>
    <published>2003-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: 'influsso italiano nella drammaturgia maltese dell'eta barocca, visto attraverso il teatro di Carlo Magri
Abstract: This study deals with an analysis of Carlo Magri's life and works in the&#xD;
seventeenth century. It presents a comprehensive picture of Carlo Magri's early&#xD;
years of life and his literary works, some of which are still in manuscript form, as&#xD;
well as of various religious, social, cultural and linguistic aspects of late 1ih&#xD;
century Malta and Gozo. The study focuses not only on Carlo Magri, a very&#xD;
intelligent, astute and persuasive man, capable of solving in his favour all the&#xD;
problems with which he was faced on his arrival as parish priest in Goza, but also&#xD;
on his three-act play La regia e un Sogno ovvero la Costanza, the first play&#xD;
written by a Maltese ever to be published. Besides the transcription and&#xD;
annotation of Magri's play, written and published in 1672, the study compares&#xD;
and contrasts themes, settings and other aspects of Magri's play with those of&#xD;
Sicilian and Neapolitan dramatists. Even though Maltese theatrical works of the&#xD;
period have been influenced by Baroque Italian Theatre, particularly by the&#xD;
Neapolitan "Commedia dell'Arte" style of writing and representation, the study&#xD;
reveals how Carlo Magri succeeded in introducing in his play a number of&#xD;
innovations.. One of the most important is the elimination, as a result of his&#xD;
sensitivity to the public's wishes, of the use of vulgar language and of the&#xD;
prologue. This delineates him as a pioneer in the drive for change.
Description: PH.D.ITALIAN</summary>
    <dc:date>2003-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Il pensiero politico di Dante nella Divina Commedia</title>
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    <updated>2022-06-20T05:52:11Z</updated>
    <published>1984-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Il pensiero politico di Dante nella Divina Commedia
Abstract: Poco è conosciuto con certezza sulla vita oggettiva&#xD;
di Dante Alighieri, ma, fortunatamente, conosciamo molto&#xD;
sulla sua Firenze trecentesca, e sulla più empia scena&#xD;
europea dove egli ha effettuato suo contributo nel conflitto&#xD;
politico-religioso del suo tempo. Ho tentato di dire&#xD;
abbastanza sull'ambiente storico per poter osservare&#xD;
meglio suo comportamento: la situazione politica italiana&#xD;
e fiorentina, sua partecipazione nella vita politica, suo&#xD;
esilio e l'unirsi alla causa sconfitta dell'imperatore&#xD;
Enrico VII. Le opere di questo poeta illustre emergono&#xD;
chiaramente della sua esperienza di innamorato o di&#xD;
politico, o di esploratore studioso della sua lunga&#xD;
tradizione. In tutte le opere egli tenta di misurare il&#xD;
significato dalla sua esperienza, e di assumere tutta la&#xD;
responsabilità per quello che è o pensa che è in quel&#xD;
momento; per quello che fa, e per quello che scrive. La storia&#xD;
della personalità spirituale di Dante si propone in&#xD;
maggior parte nella spiegazione morale che si realizza in&#xD;
esso per mezzo di dolori sofferti e delle disillusioni&#xD;
della sua vita. Conseguentemente suo pensiero politico&#xD;
si inserisce in questo processo, e ne sorge il concetto&#xD;
che il fine terrestre della politica e legato al fine&#xD;
celeste della religione. Sue teorie politiche sono&#xD;
sottolineati sulla pratica della filosofia dando primo&#xD;
posto, fra le suddivisione, all'etica.&#xD;
Gustavo Vinay nell'introduzione alla sua edizione&#xD;
della 'Monarchia' osserva che per Dante, "la politica&#xD;
è un momento della sua meditazione sulla vita, la&#xD;
providenza, l'uomo". Questo significa che "la domanda                                                                                                                              che lo segue e lo tormenta non e se e come si debbano&#xD;
modificare le costruzioni e i governi, ma che senso abbia&#xD;
il nostro peregrinare quaggiu, quale sia il fulcro intorno&#xD;
al quale raccogliere le disperse energie della nostra&#xD;
umanita in cerca di luce".&#xD;
Certamente Dante si approfondisce piu dei suoi&#xD;
predicessori nel distruggere l'ideale antico di una&#xD;
communità Cristiana unita controllata, in tutti e due le&#xD;
parti, da una tradizione gia rivelata di pensiero e azione.&#xD;
Invece egli prova di sostituire un dualismo ben accurato e&#xD;
completo, in cui Chiesa e Stato sono del tutto indipendenti,&#xD;
anche se necessariamente cooperativi. Non c'e questione&#xD;
di Stato laico, perchè la fine dello Stato è soggetto&#xD;
quanto la Chiesa alla provvidenza divina. C'è anche da dire&#xD;
a proposito del professore d'Entreveres che Dante vede&#xD;
l'impero in una maniera Agostiniana come freni del peccato&#xD;
che ha interpretato male la buona comunità politica.&#xD;
Questa porterà Dante più vicino alla posizione del&#xD;
Medioevo ma non affettua il fatto che suo pensiero politco&#xD;
fondamentale non è più il Cristianesimo ma la parola&#xD;
'Stato'. Il fondamento essenziale dello Stato porta alla&#xD;
conclusione che la fede Cristiana non era indispensabile&#xD;
allo State. Dante stesso affaccia questa difficoltà nella&#xD;
sua teoria a meno che, come d'Entreveres dice, la 'Divina&#xD;
Commedia' delinea il rifiuto della dottrina di ambedue&#xD;
le parti. Il laicismo politico che s'intravede nelle opere di&#xD;
Dante, "non è ne ateo ne anticristiano; anzi è perverso di&#xD;
profonda religiosità e sorretto da incrollabile fede''.                                                                                                                       Così l'insegnamento di Dante nel contesto delle polemiche&#xD;
ideologiche in atto nei suoi tempi e quello di un filosofo&#xD;
con le più caratteristiche tendenze del medioevo, pronto&#xD;
ad esaminare le cause e le conseguenze dell'abbassamento&#xD;
morale e politico della società.
Description: DIP. ITALIAN</summary>
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