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    <title>Il cinema metareferenziale italiano : dal postfelliniano al contemporaneo</title>
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    <description>Title: Il cinema metareferenziale italiano : dal postfelliniano al contemporaneo
Abstract: Questa tesi indaga la metareferenzialità nel cinema italiano dal 1993 al 2023, con l’obiettivo di offrire una riflessione critica e teorica su film che meditano sulla propria natura di oggetti costruiti. Il lavoro parte dalla convinzione che la metareferenzialità non sia solo un espediente formale, ma una strategia narrativa e visiva profondamente legata al modo in cui il cinema mette in discussione se stesso e, più in generale, la natura della realtà e dell’identità. L’indagine si articola lungo tre assi principali: il primo riguarda l’attualità della metareferenzialità nel discorso critico contemporaneo e la sua rilevanza in un contesto culturale segnato da una crescente consapevolezza dei dispositivi di rappresentazione; il secondo si concentra sulla presenza della metareferenzialità nel cinema italiano degli ultimi trent’anni, evidenziando tendenze, ricorrenze e trasformazioni; il terzo propone il concetto di “metareferenzialità autoriale”, intesa come pratica ricorrente e strutturale in alcuni autori, attraverso cui le riflessioni sul cinema e sulla finzione si intrecciano con una visione del mondo e una poetica personale. La tesi si apre con un capitolo teorico di taglio interdisciplinare, che ricostruisce la riflessione sulla metareferenzialità nei campi della letteratura, del teatro e del cinema. Il secondo capitolo propone una mappatura della metareferenzialità nel cinema italiano contemporaneo, organizzando le opere analizzate in cinque tipologie descrittive: metacinema, intertestualità e intermedialità, forme documentaristiche, giochi di genere e la metareferenzialità autoriale. Seguono tre capitoli monografici, dedicati rispettivamente a Giuseppe Tornatore, Nanni Moretti e Paolo Sorrentino, scelti per la centralità e coerenza con cui integrano la metareferenzialità nei propri universi narrativi e nel loro timbro autoriale. In Tornatore, si osserva un uso costante di spazi insulari o chiusi – isole, stanze, teatri, case museo – come metafore delle cornici e dei dispositivi attraverso cui il soggetto costruisce senso e memoria: spazi che rivelano la mediazione insita in ogni esperienza umana. In Moretti, l’identità autoriale assume la forma di una performance consapevole e instabile, mai del tutto coincidente con il sé reale e sempre intrecciata con le grandi finzioni della sfera pubblica: la politica, la società e la cultura. La sua metareferenzialità si muove tra autobiografia, autorappresentazione e autoanalisi, ma sempre in relazione dialettica con la realtà cinematografica, storica e sociale. In Sorrentino, infine, emerge una concezione dell’identità come una finzione autentica da elaborare: il suo cinema suggerisce che il vero nodo non consista nel liberarsi dalle falsità, ma nell’imparare a costruire un’illusione che sia idonea alla propria natura. La finzione non è maschera da rimuovere, ma forma necessaria per esistere. Nel complesso, la tesi propone di leggere la metareferenzialità non come chiusura autoreferenziale, ma come gesto critico e narrativo che permette al cinema di esaminare se stesso e, insieme, i modi in cui si dà forma, senso e struttura alle esperienze individuali e collettive.
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    <dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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