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    <title>OAR@UM Collection:</title>
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    <title>L'alterità nell'opera narrativa di Giorgio Bassani</title>
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    <description>Title: L'alterità nell'opera narrativa di Giorgio Bassani
Abstract: Il seguente lavoro e dedicato al tema dell'alterità nell'opera di Giorgio &#xD;
Bassani, con particolare riferimento ai suoi romanzi Gli Occhiali d 'oro e &#xD;
il giardino dei Finzi-Contini. Si tratta di un argomento fondamentale, &#xD;
direttamente legato all' esperienza personale dello scrittore di origini &#xD;
ebraiche. Di conseguenza, il tema pervade l'intera opera narrativa di &#xD;
Bassani, assurnendo gradualrnente una dimensione sempre pili intima e &#xD;
personale.
Description: M.A.ITALIAN</description>
    <dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Eros, rivalità e gelosia dalla Commedia dell'arte alla "Locandiera" di Carlo Goldoni</title>
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    <description>Title: Eros, rivalità e gelosia dalla Commedia dell'arte alla "Locandiera" di Carlo Goldoni
Abstract: Nel primo capitolo discuterò le caratteristiche della commedia dell'arte, come ad esempio&#xD;
l'improvvisazione e i lazzi dei personaggi, ponendo però attenzione anche ai loro costumi e&#xD;
alle variopinte maschere. Queste caratteristiche saranno eliminate da Goldoni quando darà&#xD;
l'avvio alla riforma della commedia. Non più attori che improvvisano le loro battute&#xD;
volgari per divertire il pubblico, ma un copione da memorizzare. Non più maschere&#xD;
tipiche, ma volti scoperti.&#xD;
La vita di Goldoni sarà discussa molto brevemente, ma mi soffermerò sulle varie&#xD;
commedie, in particolar modo La Locandiera, alla quale dedicherò un intero capitolo in&#xD;
modo da analizzare e discutere i temi e le scene di questa grande opera. Ci sono vari temi&#xD;
che accomunano le commedie goldoniane, come la nobiltà, la ricchezza, il denaro, la&#xD;
povertà, ma nessuno ha la rilevanza di eros e gelosia.&#xD;
Nel secondo capitolo osserverò che le scene delle commedie goldoniane si svolgono in un&#xD;
luogo fisso, come in una piazza ne La Bottega del Caffé e in una locanda ne La Locandiera. A loro volta queste scene fisse sono accomunate da temi ricorrenti che si&#xD;
possono osservare da una scena all'altra. Eros è il tema principale della maggior parte&#xD;
delle commedie goldoniane, perché unisce i personaggi, ma, allo stesso tempo, li separa,&#xD;
specie quando entrano in scena la gelosia e la competizione. A mio avviso, questi tre temi&#xD;
compongono una catena ininterrotta e si uniscono l'uno all'altro mutandosi. Ad esempio&#xD;
eros dà luce alla gelosia mentre questa dà vita alla competizione. I miei studi saranno accompagnati dalle analisi e dalle critiche di vari studiosi moderni che&#xD;
hanno approfondito nel tempo l’analisi delle commedie goldoniane. Tra loro spiccheranno&#xD;
i nomi di Alonge, Fido, Padoan, Borsellino e Anglani. Nel suo libro intitolato Goldoni:&#xD;
dalla commedia dell'arte al dramma borghese, Alonge dedica un capitolo a Ridolfo e a&#xD;
Eugenio de La Bottega del Caffé e un altro capitolo a Mirandolina de La Locandiera. Mi&#xD;
riferirò spesse volte a questi due capitoli, perché Alonge parla della filosofia alla base di&#xD;
questi personaggi, specie dell'astuzia di Mirandolina, la quale è descritta secondo la&#xD;
celebre formula di “Don Giovanni in gonnella.” Momento fondamentale per gli studi goldoniani è stato il convegno tenuto a Venezia nel&#xD;
1993, nel quale vari critici si incontrarono per commemorare la grande vita dello scrittore.&#xD;
I critici che parteciparono a questo convegno diedero maggior rilievo all'eros, simbolo di&#xD;
passione carnale e di sesso.
Description: M.A. ITALIAN</description>
    <dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/7088">
    <title>La figura di Sibilla Aleramo in "Diario di una donna, inediti 1945-1960"</title>
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    <description>Title: La figura di Sibilla Aleramo in "Diario di una donna, inediti 1945-1960"
Abstract: Il primo capitolo di questo studio è dedicato alla figura sensibile, passionale ed intraprendente di Aleramo, in ambito personale e sociale, con dei cenni al contesto storico-sociale in cui visse e scrisse. Bisogna dar conto subito del vivace percorso di vita della scrittrice, soprattutto per il semplice motivo che le fasi della sua lunga vita sono sinonimi delle sue varie opere. Il binomio arte-vita è il motivo conduttore della presente analisi.&#xD;
Il secondo capitolo approfondisce, appunto, il significato di questo binomio. Si parla del ruolo fondamentale della scrittura e della lettura nel ricco e lungo itinerario di vita di Aleramo. Inizialmente, si affronta il senso del rapporto, fatto di alti e bassi, tra la scrittrice e i suoi “figli testuali”, per poi estendersi alla relazione tra lei stessa ed il lettore, rispettivamente il “significato” ed il “significante”, ermeneuticamente parlando. Malgrado ogni sua opera sia stata sottoposta a diverse interpretazioni, si constata una loro caratteristica in comune: si concentrano sull’interiorità della scrittrice, e su quella delle persone e delle cose di cui parla. La superficialità è l’antagonista cronica dell’alessandrina. Nel terzo capitolo si prefigge lo scopo di approfondire la presenza preziosa delle sue opere nella sua esistenza. Nel suo ultimo diario, viene a galla tutto l’amore e tutta la fierezza che prova nei confronti delle sue opere che sono per lei irrinunciabili per capire le varie sfaccettaturedel suo carattere. Infatti, individua e spiega il senso più profondo di alcuni suoi scritti che rappresentano le sue esperienze più significative. In aggiunta, distingue e analizza pure le opere letterarie di scrittori con i quali si trova in sintonia, a partire dagli autori suoi amici fino a quelli sconosciuti. Ho ritenuto importante trattare il suo ultimo passaggio editoriale, dalla Mondadori alla Feltrinelli, per il fatto che fu semplicemente un gesto rispettoso nei confronti delle sue opere. Effettivamente, si passa, di conseguenza, ai due assilli perenni di Aleramo che riguardano i suoi libri: l’aspettativa di essere apprezzata come scrittrice e il forte desiderio di lasciare il segno anche dopo la sua vita.&#xD;
L’analisi dell’essenza della figura di Aleramo risiede nel quarto capitolo in cui si tratta, infatti, la base della formazione personale e sociale della scrittrice, dipendente dall’ambito familiare e pubblico in cui nacque e crebbe. Nella sua ultima fase di vita, confessò nel diario le origini della sua perenne necessità, non tanto di ricevere, ma dare amore. Fu fondamentale la sua relazione dolce-amara con entrambi i genitori, così diversi tra di loro, ma che gettarono la base per il futuro atteggiamento audace dell’autrice nei confronti delle avversità, soprattutto sentimentali della vita. Con “sentimentali” ci si riferisce, principalmente, al rapporto con suo figlio, che alla fine troncò, con sforzo estremo, per dare spazio alla tanto sospirata libertà di spirito. Di conseguenza, cercò, inutilmente, di riedificare la relazione d’affetto madre-figlio in quella con il sesso opposto.&#xD;
Il nucleo del quinto capitolo è il legame tra Aleramo e suo marito, ma infine si comprenderà che l’esito dell’insuccesso della sua relazione coniugale fu, come già discusso, nientemeno che il risultato della sua esperienza familiare durante la sua adolescenza. In definitiva, gli insegnamenti progressisti del padre e la successiva delusione a causa della medesima figura paterna, in aggiunta alla fragilità materna, le spianano la strada verso la sua “seconda esistenza”. In altre parole, la spronano a voltar pagina e a lasciare alle spalle un passato di prigonia fisica e spirituale ed aprirsi ad un avvenire d’emancipazione basata sul raziocinio.&#xD;
Nel sesto capitolo, che chiude la tesi, si sottolineano le tappe principali del percorso di mutamento dell’autonomia spirituale, cioè della “femminilità” di Aleramo, illustrata durante il periodo post-matrimoniale, fino alla sua scomparsa. Infatti, nel diario, gli eventi passati e presenti si alternano soprattutto tramite i riferimenti alle sue diverse storie d’amore e a quelli dei suoi ultimi quindici anni di vita. Cercò di riscattarsi tramite il suo girovagare sentimentale: si illuse varie volte di aver realizzato il “sogno d’amore”, cioè di aver raggiunto un’unità spirituale tra lei e il suo compagno di turno. Ho ritenuto indispensabile iniziare ad analizzare questa sua utopia attraverso la sua ultima storia d’amore con Franco Matacotta che risulta essere l’amato più menzionato nel diario. Si passa poi alla transizione dalla sua “femminilità” dedicata all’individuo a quella tutta focalizzata sull’umanità. Matrice di questo cambiamento fu l’iscrizione al Partito Comunista a quasi settant’anni. Una decisione che colmò di soddisfazione l’ultimo gradino della sua vita e che, allo stesso tempo, rievocava le varie vicende umane della sua infanzia narrati nel suo primo romanzo Una donna.
Description: M.A. ITALIAN</description>
    <dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>L'alterità nell'opera narrativa di Giorgio Bassani</title>
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    <description>Title: L'alterità nell'opera narrativa di Giorgio Bassani
Abstract: Il seguente lavoro è dedicato al tema dell’alterità nell’opera di Giorgio Bassani, con particolare riferimento ai suoi romanzi Gli occhiali d’oro e Il giardino dei Finzi-Contini. Si tratta di un argomento fondamentale, direttamente legato all’esperienza personale dello scrittore di origini ebraiche. Di conseguenza, il tema pervade l’intera opera narrativa di Bassani, assumendo gradualmente una dimensione sempre più intima e personale.&#xD;
Il primo capitolo è dedicato alla persona Giorgio Bassani e agli eventi e alle vicissitudini che lo hanno spinto alla scrittura. Bolognese di nascita, ma ferrarese d’adozione, lo scrittore viene sconvolto dalla promulgazione delle leggi antisemite. All’improvviso Bassani si sente profondamente tradito dalla società in cui era cresciuto. Viene espulso dai posti che ama di più ed è spesso costretto a nascondersi. Di conseguenza, gli anni della guerra lasciano una ferita profonda nell’anima dello scrittore, che diventa un escluso, un emarginato. Eppure, è proprio questa tragica esperienza che lo spinge alla fervida scrittura e alla riscrittura delle sue opere. Le storie e i romanzi, che si concentrano sul periodo fascista sono una forma di testimonianza e di denuncia nei confronti dell’incomprensione e dell’indifferenza. Bassani scrive delle vittime, di tutti quelli che vengono ingiustamente emarginati perché considerati diversi.&#xD;
Il secondo capitolo invece è dedicato alla parte puramente teorica dell’analisi. Dopo aver introdotto la complessa figura della persona Giorgio Bassani, l’attenzione si sposta verso la questione dell’altro. Il capitolo è suddiviso in tre categorie che tracciano le prospettive principali nell’analisi dell’alterità. Attraverso un approccio filosofico, sociale e letterario vengono introdotte le problematiche e le diverse teorie relative alla figura dell’altro.&#xD;
Il capitolo seguente si concentra sul primo romanzo bassaniano, ossia Gli occhiali d’oro. L’analisi si apre subito con il tema centrale del romanzo; quello dell’omosessualità che, nella storia, scorre parallelamente al tema dell’ebraismo. Si tratta delle vicissitudini del dottor Athos Fadigati, un professionista di successo nella città di Ferrara, che viene emarginato per i suoi comportamenti ambigui. Alla lenta caduta del dottore assiste un giovane studente israelita che vive un medesimo dramma dopo la promulgazione delle leggi razziali. Di conseguenza, entrambi diventano vittime della società vile e ipocrita, in preda ai falsi ideali del fascismo.&#xD;
Il quarto capitolo, dedicato alla storia dei Finzi-Contini, completa il quadro già tracciato negli Occhiali d’oro. Per la loro diversità, incompresa e criticata dagli altri, la famiglia è costretta a vivere in un auto-isolamento, lontana dal mondo che la circonda. La storia del professor Ermanno, la signora Olga, Alberto Finzi-Contini e soprattutto l’incontro con Micòl aiutano l’io narrante a percorrere la dolorosa strada verso la maturazione e la presa di coscienza. Questo romanzo, il più famoso tra l’altro nella parabola narrativa di Bassani, segna la metamorfosi del narratore che finalmente si distacca dai rimpianti del passato, e a distanza di anni, racconta la sua esperienza. Il lavoro si chiude con il capitolo dedicato alla passione dello scrittore per il mondo del cinema e della televisione. Il legame con la settima arte lo porta a scrivere diversi saggi e sceneggiature. Tuttavia, Bassani si dimostra molto scettico nei confronti delle trasposizioni filmiche delle opere Una notte del '43, Gli occhiali d’oro e soprattutto del romanzo Il giardino dei Finzi-Contini. Non riconoscendo la sua opera intima nelle versioni rispettivamente di Florestano Vancini, Giuliano Montaldo e Vittorio De Sica, Bassani le definisce “mediocri”.&#xD;
Questo capitolo finale riprende la prima parte del lavoro dedicata alla vita dello scrittore. Si crea così una specie di cornice che rimanda in un certo senso alla struttura circolare del romanzo Il giardino dei Finzi-Contini. E in questa maniera alla Bassani si conclude il lavoro sul tema dell’altro, ancora di straordinaria attualità.
Description: M.A. ITALIAN</description>
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