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Title: Scritture maltesi contemporanee
Authors: Monteforte, Virginia (2005)
Keywords: Maltese literature -- 20th century
Maltese literature -- 21st century
Literature and society -- Malta
Ethnology -- Malta
Literature and anthropology -- Malta
Issue Date: 2005
Citation: Monteforte, V. (2005). Scritture maltesi contemporanee (Master’s dissertation).
Abstract: Perché Malta? O meglio, perché, parafrasando le parole di più di una persona, una studentessa della facoltà di lettere di Roma decide di interessarsi alla letteratura di un posto tanto piccolo? Tale domanda mi è stata posta più volte nel corso dei cinque mesi di ricerca con una curiosità ed uno stupore che non hanno potuto non colpirmi e che, in maniera inconsapevole, mi hanno fornito, sin dall'inizio, un prima fondamentale traccia sulle modalità di percezione locali del proprio presente e passato culturale, modellate dalla coscienza di un contesto di dimensioni spaziali ristrette e drasticamente limitate e dalla storia letteraria descritta come breve e relativamente semplice. Nell' incredulità dei miei informatori traspariva inoltre un altro aspetto che avrei poi riscontrato in seguito: il peso che la personificazione di una certa alterità, sia che essa assuma l'aspetto di una nazione specifica, di un movimento letterario o di un'istituzione, nel mio caso una importante università, riveste nel conferire importanza, influenza e raccordo alla propria connotazione socio-culturale e come spesso la sua forte presenza e il doversi relazionare con essa trascinino con sé una scomoda consapevolezza, quella di un sotterraneo ma, a quanto pare, sempre presente, senso di inadeguatezza derivato, il più delle volte, dall'essere, come già detto, un paese di piccole dimensioni e scarsamente rilevante sul piano internazionale. Tutto ebbe inizio dalla volontà di comprendere uno specifico contesto culturale, che fosse all'interno dell'area mediterranea, attraverso le sue espressioni letterarie e i suoi autori contemporanei. Tanto l'antropologia quanto la letteratura infatti si configurano come esplorazioni e rappresentazioni di un medesimo soggetto e "forme di un unico discorso sull'uomo" (Dei, 1993: 59). Se nei loro esordi gli studi antropologici hanno tentato di marcare una netta separazione disciplinare nei confronti del discorso letterario, caricandosi di "preoccupazioni epistemiche" e metodi rigorosi, col tempo è stato sempre più difficile celare quella "affinità elettiva" che da sempre le lega, tanto dal punto di vista dello stile che da quello dei contenuti. Negli ultimi decenni l'interesse degli antropologi nei confronti dei testi letterari è stato sempre più marcato, non solo a causa delle continue e reciproche interferenze tra la moderna antropologia e la letteratura modernista (Manganaro, 1990: 3-47) ma anche per la possibilità di utilizzo dei testi letterari come veri e propri documenti etnografici esplicativi del contesto sociale del loro autore, pur con tutte le cautele che tale indagine esige. Occorre infatti ricordare sempre che tali fonti, oltre a non essere prodotte con il fine specifico di fornire informazioni, sono anche il risultato di un continuo e fluido intreccio di finzione e realtà. Ma è soprattutto con l'irreversibile crisi del realismo etnografico e della sua paradossale pretesa di distacco, oggettività e verosimiglianza che il contatto tra le due discipline si è rivelato assai proficuo. Tesa verso la ricerca e la sperimentazione, ormai da qualche tempo, di ulteriori modalità di rappresentazione di quella che è fondamentalmente un'esperienza personale e soggettiva, l'antropologia ha intrapreso un paziente lavoro di "decostruzione" della propria scrittura "smascherando le sue pretese mimetiche e svelandone le strutture testuali profonde attraverso gli strumenti dell'analisi retorica e narratologica" (Dei, 1993: 73) finendo con il pervenire a tutta una serie di nuove forme rappresentative: nascono così etnografie di impianto autoriflessivo [ ... ] incentrate cioè attorno alla soggettività come momento unificante dell'esperienza di incontro interculturale. E ancora nascono testi di tipo 'dialogico' e 'polifonico', in cui l'autore rinuncia al ruolo di narratore onnisciente, e tenta di rendere le voci dei suoi interlocutori nativi nella loro integrità, senza cioè parafrasarle e filtrarle attraverso la propria. [ ... ] Il risultato è un ampio rinnovamento del repertorio espressivo dell'antropologia e una ripresa a tutto campo [ ... ] del rapporto con la letteratura (1993: 84). Se la scelta dell'argomento generico, la conoscenza e la rappresentazione di un luogo attraverso la propria letteratura, non pareva quindi destare problemi e permetteva di confrontarsi con le più recenti problematiche del discorso antropologico e di poter inoltre realizzare un approccio essenzialmente dialogica, polifonico e narrativa, quella del luogo si prospettava invece assai ampia e per nulla semplice.
Description: M.A.
URI: https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/109138
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