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https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/31393| Title: | Il gran priore dell Ordine di Malta e il suo servo un episodio di schiavitu Mediterranea nel XVIII secolo |
| Authors: | Calabrese, Maria Concetta |
| Keywords: | Malta -- History -- Knights of Malta, 1530-1798 Freedmen -- Malta -- History -- 18th century Order of St John -- History -- 18th century Knights of Malta -- History -- 18th century |
| Issue Date: | 2016 |
| Publisher: | Societa Editirice Dante Alighieri |
| Citation: | Calabrese, M. C. (2016). Il gran priore dell Ordine di Malta e il suo servo un episodio di schiavitu Mediterranea nel XVIII secolo. Nuova Rivista Storica, 100(3), 907-935. |
| Abstract: | In questo lavoro ho analizzato le vicende di fra Michele Paternò Bonaiuto di Raddusa, Gran Priore dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Malta, e quelle del suo schiavo bianco nella seconda metà del Settecento. Arrivato bambino da Malta a Catania intorno al 1743, il piccolo schiavo fu subito battezzato Michele Raddusa, cioè con lo stesso nome e cognome, come era costume, del suo “padrone”. Michele, il piccolo schiavo che spesso nei documenti viene chiamato Michelino (e così sarà qui chiamato per evitare possibili confusioni dovute all’omonimia), crebbe con il “padrone” diventando ben presto, grazie alla sua abilità negli affari, il suo braccio destro, tanto da ottenere nel 1763 la libertà. Infatti, per l’affetto e la stima che il cavaliere gerosolimitano provava per il giovane schiavo, questi riuscì a ottenere l’emancipazione. Alla morte del Gran Priore (1795), Michelino fu da lui beneficato generosamente, ma gli eredi si ribellarono alla volontà del defunto. In particolare, il nipote Vincenzo Paternò, barone di Raddusa, che aveva curato gli interessi dello zio a Catania e si era prodigato per lui in più occasioni, si sentì defraudato di ciò che si aspettava come legittimo erede. Egli tentò allora di mettere in discussione la stessa manomissione e di riaffermare il suo diritto alla proprietà della persona di Michelino, al quale perciò accadde di vivere un’amara situazione nella quale rischiò di tornare a quella condizione di schiavo da cui si era liberato. Negli ultimi decenni le ricerche sulla «schiavitù mediterranea si sono moltiplicate e disponiamo di contributi importanti anche per la Sicilia , benché molto rimanga ancora da indagare. Le vicende di cui mi sono qui occupata si propongono di offrire un nuovo contributo sul versante della storia sociale siciliana in quei decenni di fine Settecento così ricchi per tanti versi di novità e cambiamenti, come quelli che consentirono a Michelino di vivere una parabola esistenziale diversa da altri suoi simili. Da questi avvenimenti, che si intrecciano e si snodano per quasi mezzo secolo, emergono non solo il ruolo del Gran Priore Michele Maria Paternò Bonaiuto, abile percettore di rendite, pienamente inserito nel gioco della sociabilità locale e delle lotte per il controllo dell’amministrazione delle città negli ultimi decenni del Settecento, ma anche quello molto particolare del suo schiavo Michelino, dotato di non comuni qualità nella gestione degli affari. Del Paternò Bonaiuto così come del suo schiavo bianco possiamo cercare di delineare prima di tutto un breve profilo attraverso i documenti d’archivio che fanno luce su un’insolita storia di relazioni familiari. |
| URI: | https://www.um.edu.mt/library/oar//handle/123456789/31393 |
| ISSN: | 00296236 |
| Appears in Collections: | Melitensia Works - ERCWHMlt |
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| Il_gran_priore_dell_Ordine_di_Malta_e_il_suo_servo_un_episodio_di_schiavitu_Mediterranea_nel_XVIII_secolo.pdf Restricted Access | 323.48 kB | Adobe PDF | View/Open Request a copy |
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