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Title: Roma e l'Italia e la realtà delle cose. Pensieri di un prelato Italiano, con la risposta d'un Cattolico Italiano alle critiche d'alcuni periodici
Keywords: Italy -- History -- 1815-1870
Catholic Church -- Foreign relations
Italy -- History -- 19th century
Italy -- Foreign relations
Issue Date: 1889
Publisher: Uffizio della Rassegna Nazionale
Citation: (1889). Roma e l'Italia e la realtà delle cose. Pensieri di un prelato Italiano, con la risposta d'un Cattolico Italiano alle critiche d'alcuni periodici. Melitensia Miscellanea Collection (Melit-Misc. vol. 35.1). University of Malta Library, Melitensia Special Collections.
Abstract: Al lettori onesti e leali.
Anzi tutto una confessione necessaria e franca. Da tre o quattro anni un pensiero mi assedia, mi molesta, mi perseguita senza tregua e mi grida: Scrivi, scrivi. L'ho respinto cento e cento volte : ho fatto il sordo, mi sono sforzato di dimenticarlo ; mi sono messo anche a discutere con esso punto per punto: ho tentato ogni mezzo per rompere questo assedio, per liberarmi da questo tormentoso pensiero; ma esso sempre lì, in faccia, dì e notte, tranquillo, spiccato, immobile e netto, come una immagine in uno specchio tersissimo, a ripetermi: Scrivi, coraggio! non temere. Non mi sono mai aperto con persona viva per una cotal naturale ripugnanza ed anche per un po' di timore : voglio essere sincero.
E che pensiero è questo, o lettori miei ? - Nientemeno che il pensiero dell' ardua , della terribile questione romana. - È perchè scacciarlo sì ostinatamente? Perchè non seguirlo, e scrivere ciò che ci sembra vèro ed utile? - Perchè è cosa trita e ritrita : perchè è cosa piena di pericoli per chi voglia dire ciò che sente in cuore, senza badare ai giudizì degli uomini, nè guardare in faccia a chicchessia, e per chi tiene un posto, come quello che tiene chi scrive. - Se si accenna di piegare a destra, eccoti strepitare quei di sinistra; se si fa mostra di stendere la mano a quei di sinistra, salgono fino al cielo le grida di quei di destra: c'è da farsi guardare in cagnesco e gridare la croce addosso da tutti i partiti, massime gli estremi; c'è da essere fraintesi, battezzati per retrivi, per ultra liberali, eretici e, alla men peggio, non curati, e avuti in sospetto da ambe le parti. - Che fare pertanto? Tacere vorrebbe dire rigettare costantemente il pensiero, che mi segue ostinato e turare le orecchie alla sua voce, che dice: Scrivi; voce che mi sembra la voce della coscienza, perchè infine so di non volere e non cercare in ciò che il bene, il solo bene delle anime, della Chiesa, della S. Sede e della Patria mia. Dunque? Dunque ubbidisco, e scrivo... [Excerpt]
Description: Sesta Edizione
Estratto dal fascicolo del 1 Marzo 1889
URI: https://www.um.edu.mt/library/oar/handle/123456789/121006
Appears in Collections:Miscellania : volume 035 - A&SCMisc

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